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Non studia al posto tuo.Studia con te, finché non ti serve più.

Animus conosce il tuo livello, i punti in cui ti blocchi e il modo in cui ragioni. Su quello costruisce un percorso che cambia mentre cambi tu.

Studente

Non ho capito perché devo cambiare il segno.

Animus

Fermiamoci proprio lì. Se moltiplico per −1 tutti e due i lati, cosa succede al verso della disuguaglianza?

  • Disequazioni di primo gradoIn apprendimento
    • Moltiplicazione per un numero negativoConsolidato
    • Sistemi di disequazioniBloccato

Questa conversazione non è isolata: sta dentro un percorso.

Il problema non è trovare la risposta.È capirla.

Una risposta si trova in dieci secondi, e per questo trovarla ha smesso di contare. Resta il lavoro vero: capire perché è quella, e arrivarci da solo la volta dopo. Quello non l’ha ancora fatto nessuno al posto tuo.

Studente

Me lo risolvi?

Animus

Te lo risolvo. Ma prima: fin dove sei arrivato?

Animus

Adesso prova tu. Ti guardo le spalle.

Una risposta chiude un esercizio. Chi insegna apre il prossimo.

Chiedere la soluzione non è barare. È il punto da cui si comincia.

Non esiste uno studente medio.

Due ragazzi possono avere la stessa età, la stessa classe e lo stesso libro aperto sullo stesso esercizio, e avere bisogno di due spiegazioni che non si somigliano.

Lo stesso concetto, spiegato in due modi · Stesso esercizio: 3x − 7 > 5

A chi serve vedere

  • Prima il disegno, poi la regola
  • Un passaggio alla volta, testo più grande
  • Una domanda per volta, mai due
  • Si torna indietro senza che costi niente

A chi serve provare

  • La regola in due righe, poi un controesempio
  • Passaggi raggruppati, linguaggio tecnico
  • Un esercizio che sposta il concetto altrove
  • Si va avanti, e l’errore lo trovi tu

Non sono due prodotti. È lo stesso sistema, configurato su due persone diverse.

Quanto ti accompagno non lo decide la tua età.

Lo decide quello che stai imparando adesso. Davanti a una dimostrazione nuova, uno studente universitario ha bisogno di essere accompagnato quanto un ragazzo di terza media davanti alle frazioni. Sullo stesso argomento, la settimana dopo, nessuno dei due ne ha più bisogno.

La stessa schermata nelle tre modalità di conduzione

Quanto fa 3x − 7 > 5?

Cominciamo da una cosa sola: porta il −7 dall’altra parte.

Ti serve un esempio?

Guidato

Più spazio, meno cose alla volta, un appiglio prima che tu debba chiederlo.

Quanto fa 3x − 7 > 5?

Isola la x. Scrivi il primo passaggio e guardiamolo insieme.

Controllo io il segno

Assistito

Provi tu, io resto vicino e intervengo dove serve.

Quanto fa 3x − 7 > 5?

Risolvi e verifica il verso. Poi confrontiamo.

Confronta

Autonomo

Vai avanti tu. Ti dico dov’è l’errore solo quando l’hai cercato.

Non sono livelli e non se ne sale uno. Sono tre modi di stare accanto a chi studia, e Animus passa dall’uno all’altro nel corso della stessa ora.

Ogni cosa che impari lascia un segno.

Animus non tiene a mente le conversazioni. Tiene a mente che cosa sai fare. Ogni concetto è un nodo: si apre quando hai quello che serve per affrontarlo, si riempie mentre lo impari, si chiude quando regge da solo. Poi torna a chiedere attenzione, se è passato troppo tempo.

I cinque stati di un nodo di padronanza

  1. Bloccato

    Manca un prerequisito. Non è una porta chiusa: è una porta che si apre altrove.

  2. Pronto

    Hai tutto quello che serve per cominciare.

  3. In apprendimento

    Ci stai lavorando. Alcune cose reggono, altre no.

  4. Consolidato

    Regge senza aiuto, anche su un esercizio che non hai mai visto.

  5. Da ripassare

    Reggeva. È passato del tempo, e vale la pena ricontrollare.

La memoria di Animus è una mappa di quello che sai fare, e di quello che non regge ancora da solo.

Quando chiedi la soluzione, la prima domanda è dove ti sei fermato.

Una spiegazione che riparte dal punto in cui ti sei fermato ti resta addosso. Una che riparte dall’inizio la riascolti uguale la settimana dopo.

Studente

Mi fai questo esercizio?

Animus

Fammi vedere come hai provato. Anche se non funziona, soprattutto se non funziona.

Il percorso da un esercizio bloccato all’autonomia

  1. Provi

    Anche male. Serve quello che hai scritto, non quello che avresti dovuto scrivere.

  2. Sbagli

    L’errore dice dove si è rotto il ragionamento. È l’informazione più utile della giornata.

  3. Intervengo

    Sul punto esatto, non sull’esercizio intero.

  4. Riprovi

    Lo stesso esercizio, ripreso da dove si era fermato.

  5. Riesce

    E la spiegazione resta attaccata al momento in cui è servita.

  6. Cambio le carte

    Un esercizio simile ma non uguale: è lì che si vede se hai capito.

  7. Fai da solo

    Il nodo si chiude. Su questo non ti servo più.

Il tuo libro entra nel percorso.

Caricare un file è la parte facile. Quello che cambia è che Animus smette di spiegarti le equazioni in generale e comincia a spiegarti la pagina che hai davanti, con la notazione del tuo professore e gli esercizi che ti hanno assegnato.

Come un documento diventa parte del percorso

  1. Il documento

    Il libro, gli appunti, la foto della lavagna, la dispensa del corso.

  2. La pagina

    Quella che stai studiando adesso, non tutto il volume.

  3. Il concetto

    Riconosciuto e collegato a quello che già sai.

  4. La domanda

    La tua, fatta su quel testo.

  5. Il nodo

    Quello che hai imparato lì dentro entra nella mappa.

Materiali che Animus può leggere

  • Libri
  • Appunti
  • Dispense
  • PDF
  • Immagini
  • Foto della lavagna

Non cambi strumento. Continui a imparare.

Parlare, scrivere, disegnare, farsi interrogare: sono modi diversi di stare nella stessa sessione. Quello che dici a voce, Animus se lo ricorda quando scrivi; quello che disegni sulla lavagna entra nello stesso percorso.

Gli strumenti come estensioni della stessa sessione

Conversazione

  • Voce

    Quando scrivere è più lento del pensare.

  • Lavagna

    Per quello che non si dice a parole.

  • Documento

    Il tuo materiale, aperto accanto.

  • Esercizi

    Generati su dove sei, non su dove dovresti essere.

  • Orale

    Ti interrogo io, prima di chi ti interrogherà davvero.

  • Laboratorio

    Per vedere una cosa succedere invece di leggerla.

Un tutor che cresce con te.

Lo stesso sistema dalla prima elementare alla sessione d’esame. Cambia il modo in cui ti conduce, mentre cambia il modo in cui impari.

Come cambia Animus lungo il percorso di studi

  1. Primaria

    Testo grande, un passo alla volta, molte immagini. Si celebra quello che riesce.

  2. Medie

    Compaiono il metodo di studio e le prime verifiche. Si comincia a chiedere il perché.

  3. Superiori

    Densità più alta, dimostrazioni, materie che si parlano fra loro, simulazioni.

  4. Università

    Programmi d’esame, bibliografia, piani di preparazione lunghi settimane.

All’università cambia la scala, non il metodo.

Un esame ha un programma, una bibliografia, un calendario e un modo di interrogare che non somiglia a nessuna verifica scolastica. Animus lavora su quello.

  • Corsi e insegnamenti

    Ogni esame con il proprio programma e i propri materiali.

  • Programma d’esame

    Diviso in argomenti reali, non in capitoli.

  • Materiali del corso

    Slide, dispense, registrazioni, appunti presi a lezione.

  • Bibliografia

    Quello che il docente ha indicato, non quello che si trova online.

  • Piano di preparazione

    Costruito sul tempo che manca e su quello che regge già.

  • Simulazione d’esame

    Scritto e orale, nel formato del tuo appello.

Non una percentuale.

«Hai completato l’87%» non dice niente su che cosa sai fare. Animus risponde alla domanda vera: che cosa regge da solo, e che cosa conviene ricontrollare adesso.

Matematica · terzo anno

Esempio di quadro dei progressi

Regge da solo

  • Equazioni di primo grado
  • Scomposizione in fattori

Ci stiamo lavorando

  • Disequazioni di primo grado

Meglio ricontrollare

  • Proporzioni e percentuali

Prima serve altro

  • Sistemi di disequazioni

Nessuna classifica, e nessuna serie di giorni consecutivi da difendere. Chi studia non sta gareggiando con nessuno.

Sapere come sta andando, senza stare addosso.

Un genitore ha diritto di sapere se le cose funzionano. Uno studente ha diritto di studiare senza qualcuno che gli conta i minuti. Animus tiene insieme le due cose mostrando il percorso invece dell’attività.

  • Che cosa sta consolidando

    Gli argomenti su cui è diventato autonomo, e quando.

  • Dove fa più fatica

    Le aree che tornano indietro, con il motivo quando si può dire.

  • Gli obiettivi

    Quelli che ha scelto lui, e quanto manca.

  • La continuità

    Se sta studiando con regolarità. Senza premi e senza penalità.

Quello che non vedrete

  • Le conversazioni parola per parola
  • Classifiche o confronti con altri studenti
  • Serie di giorni consecutivi da difendere
  • Notifiche che chiedono di rimettersi a studiare

Classi, ruoli, e i dati di ogni ragazzo al loro posto.

Una scuola organizza gli studenti a modo suo, e ha un obbligo che non ammette scorciatoie: i dati di un ragazzo non finiscono davanti a chi non deve vederli. Animus è costruito su quella separazione, e non gliel’abbiamo aggiunta dopo.

  • Studenti e classi

    Organizzati come li organizza la scuola, non come farebbe comodo a noi.

  • Ruoli

    Docente, coordinatore, segreteria: ciascuno vede quello che gli compete.

  • Materiali condivisi

    Il libro adottato e le dispense del docente, disponibili alla classe.

  • Materiali personali

    Gli appunti di uno studente restano suoi, anche dentro la sua classe.

  • Percorsi

    Lo stesso programma, condotto in modo diverso su ogni studente.

  • Dati separati

    Ogni istituto nel proprio spazio, isolato dagli altri a livello di database.

I materiali di uno studente restano di quello studente.

Animus lavora con i compiti, gli appunti e gli errori di persone che spesso sono minorenni. Su questa parte del prodotto non esistono compromessi eleganti.

  • Isolamento a livello di database

    Non è un controllo scritto nell’applicazione: è il database stesso a non restituire le righe di un altro studente, anche se qualcosa più in alto sbagliasse a chiederle.

  • Materiali personali separati

    Un documento caricato da uno studente non diventa contenuto condiviso, neanche dentro la sua classe.

  • Accessi espliciti

    Chi può vedere che cosa è deciso da un elenco chiuso: ciò che non è concesso è negato, senza eccezioni implicite.

  • Il minimo indispensabile

    Si raccoglie quello che serve a insegnare. Non c’è profilazione pubblicitaria, e non ci sarà.

Non scriviamo che è impossibile sbagliare, e non esibiamo certificazioni che non abbiamo. Scriviamo com’è costruito, così potete giudicare voi.

Una risposta non è pronta solo perché è stata generata.

Prima di arrivarti, una risposta passa da un controllo. I conti li rifà uno strumento che li sa fare, le affermazioni le confrontiamo con le fonti, la spiegazione con quello che ti abbiamo già spiegato. Se non regge, non parte.

I passaggi che una risposta attraversa prima di arrivare allo studente

  1. La tua domanda

    Con il contesto di dove sei nel percorso.

  2. Una risposta

    Costruita sul tuo profilo, non su uno studente generico.

  3. Verifica

    I calcoli li rifà uno strumento deterministico, non il modello.

  4. Controllo

    Coerenza con le fonti e con quello che ti è già stato spiegato.

  5. Arriva, o non arriva

    Se il controllo non passa, la risposta si ferma qui.

Non promettiamo che Animus non sbagli mai: nessuno può prometterlo. Promettiamo che una risposta che non supera il controllo non ti viene data come se fosse certa.

Non studiare di più.Impara a studiare meglio.

Inizia con Animus

Il tuo percorso comincia qui.